QUALUNQUE – Il primo lunedì dell’anno

LA TRACKLIST:

 

IL DISCORACCONTO:

Ho sognato che Dio scendeva in Terra. Me lo trovavo seduto sulla metro mentre andavo a lavoro, indossava una di quelle tuniche bianche e in vita aveva una corda spessa. Mi diceva bella e io non sapevo che rispondere. Mi guardavo in giro per capire se fossi l’unico a vederlo. Gli altri si facevano bellamente i cazzi loro.

«B-bella Dio.»

«Ci facciamo un caffè con il Cynar

Io me lo immaginavo più tipo da grappa, anzi, da genepì a dirla tutta. M’è preso il panico per un secondo, poi lui mi ha detto stai tranquillo.

«Dove vai?» ha domandato.

«In ufficio.»

«Ah!»

«Ah?»

«Sei uno di quelli, allora.»

«Cioè?»

«Niente, solo che ti ho fregato.»

«Come, scusa?»

«Scendi alla prossima fermata.»

Puff, era scomparso. Io scendevo al binario ed era buio pesto.

«Stasera la luna è uno specchio» diceva una signora accanto a me. Era proprio vero, ed io, guardandomi riflesso, mi scoprivo di colpo vecchio e pieno di rughe. Mi tastavo la faccia e la sentivo ruvida ed estranea.

Ti ho fregato.

Mi sono svegliato urlando, uno strato di sudore spesso come un lenzuolo. Quella mattina non sono andato a lavoro.

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